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La Gazzetta Liceale

Video hard di una maestra, l’assurda accusa: “Ha sbagliato quelle cose non si fanno.”

Siamo a Settimo Torinese, dove una maestra d’asilo di appena 22 anni, come spesso accade, in questa vicenda passa da essere vittima a carnefice. Ciò che è successo è l’ennesima vicenda di revenge porn. Frequentava un ragazzo da alcune settimane, e gli aveva mandato dei nudes, (media intimi) precisamente 18 foto ed un video hard nel quale era riconoscibile. Quando la breve storia termina, il ragazzo sprovvedutamente diffonde il video nella chat Whatsapp della squadra di calcetto, ed era completamente visibile il mittente. Lascio immaginare i mediocri commenti…


Nel gruppo era presente un uomo che condivide il tutto alla moglie, la quale riconosce la maestra di sua figlia. E pensa di girarlo anche alle altre mamme.


La vittima racconta di essere stata contattata da quest’ultima senza trovare alcuna solidarietà, anzi venendo ricattata di far arrivare tutto alla preside stessa se avesse denunciato e sparso la voce.


Fortunatamente questo non è bastato ad intimidire la maestra che oltre a denunciare si è recata personalmente dalla preside.


Essa, però, l’ha prontamente licenziata e ha detto che si sarebbe assicurata di non farle trovare più lavoro. Nessun pentimento però, racconta la Stampa che ha intervistato l’uomo, soprannominato Franco, e sua moglie. A suo dire l’unica a sbagliare è stata la giovane maestra la quale avrebbe dovuto immaginare il rischio, inviando determinate cose. Siccome il suo amico avrebbe sbagliato per una goliardata da uomo. Afferma inoltre che se potesse andare indietro, si farebbe gli affari propri. Confessa che lui e sua moglie stanno ricevendo svariati insulti e minacce, e come se non bastasse che non potesse tollerare che la donna che si occupa dei suoi figli facesse certe cose. “Una maestra non si comporta così”. Una difesa indifendibile, si potrebbe dire. Nel mentre la vittima a distanza di tempo, si fa sentire e posta un cartello che recita: “Non sono io a dovermi vergognare. Il revenge porn è violenza. Educazione sessuale subito.” Non si può contestarlo. I minori in primis, ma non solo, andrebbero educati e resi consci dei rischi che si corrono con la leggerezza. Gli adulti invece, gli stessi che sembrano sbigottiti appurando che una maestra possa avere una sana vita sessuale, dovrebbero mettere da parte il perbenismo patologico e guardare fuori dai paraocchi imposti negli scorsi decenni. Non si tratta di una questione di giudizio o prudenza bensì di vivere la propria vita come meglio si crede. E di rispettare i patti di fiducia sanciti in una relazione.


Ad oggi è in corso l’inchiesta che prevede pene non molto amare per gli accusati. Ovvero un anno di servizi socialmente utili per il ragazzo che ha commesso revenge porn ed un risarcimento di centinaia di migliaia di euro, accuse di estorsione e diffamazione per la donna, moglie del presunto amico del calcetto, e accusa di diffamazione per la preside poco solidale. Il processo è iniziato il 1 dicembre. “Si sa che la gente da buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può dare il cattivo esempio”, cantava De Andrè.

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