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La Gazzetta Liceale

Le donne e i bambini in Afghanistan

Era una domenica di agosto quando la vita di milioni di persone cambiò totalmente. La

capitale Kabul fu presa dai talebani, cacciando il governo in carica e imponendo la propria

autorità e le proprie leggi sul paese. A pagare il prezzo più alto di tutto ciò sono stati i

bambini e le donne che purtroppo sono stati privati dei loro diritti. I talebani, infatti, hanno

subito imposto numerose restrizioni nei confronti delle donne. Tutto quello che per noi donne

è scontato e normale per le povere donne afghane non è così; le donne possono uscire

soltanto se accompagnate da uomini della propria famiglia e coperte totalmente dal burqa.

Alle donne e alle bambine è stato tolto il diritto all’istruzione, a essere libere e indipendenti, a vivere una vita tranquilla esprimendo i propri pensieri e idee. Molte donne sono fuggite per

trovare un posto migliore in cui vivere una vita serena, senza aver costantemente paura di

essere uccise. Le donne hanno vissuto e vivono tuttora momenti di disperazione, soprattutto

le madri costrette a dare in mano ai militari britannici i propri figli per garantire loro un futuro

migliore di quello che avrebbero potuto avere in Afghanistan. Le immagini che circolano per

il web sono strazianti, madri disperate che lanciano i propri figli oltre il filo spinato

dell’aeroporto, bambini impauriti che urlano e piangono. I bambini rimasti lì non hanno quasi più diritti come le donne e se penso che tutto ciò sta avvenendo nel 2021, mi vengono i brividi. Per loro purtroppo è normale avere queste leggi e di conseguenza molte donne non si ribellano credendo che è questo il modo di vivere per le femmine. D’altronde come può una donna ribellarsi, sapendo che poi molto probabilmente verrà uccisa? Come può una donna afghana ribellarsi se l’unica cultura che conosce è la sua?

È normale quindi che molte preferiscono vivere a queste condizioni pur di non ribellarsi.

Mi auguro che fra qualche anno, anche se è poco probabile, la maggior parte delle ragazze

afghane possa vivere un’adolescenza tranquilla.


Denise Diamanti






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