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La Gazzetta Liceale

Mi trovo, con questo articolo, a inaugurare la mia nuova rubrica “Gaffe in politica”. Scrivo con il semplice scopo di diffondere risate e informazione. Scriverò, ovviamente, senza fare distinzioni tra partiti e orientamenti politici. Senza dubbio alcuni gruppi di 

persone fanno più gaffe di altre, ma comunque cercherò di spaziare il più possibile tra le varie sfaccettature della politica italiana. 

L'incognita che più mi ha spinto a scrivere questa rubrica è: perché persone che guidano un paese membro del G7 possono fare topiche a destra e a manca senza conseguenze, mentre uno studente viene redarguito in maniera severa? Ovviamente qui si farà molta satira e goliardia quindi non prendete troppo sul serio ciò che dico. Per riassumere il tutto, quindi, questa rubrica servirà: sia per strappare un sorriso a chi ne leggerà le pagine, sia per informare gli studenti in maniera scherzosa e satirica. 

Chiusa la breve prefazione sulla mia rubrica, direi di cominciare. 

Per identificare il primo “soggettone” di questa rubrica è importante specificare che lui è il cognato d’Italia, è il cognato di FRATELLI d’Italia. Ebbene sì, stiamo parlando proprio di lui: il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, On. Francesco Lollobrigida. Ma che cosa ha fatto Lollo per meritarsi il primissimo articolo di questa rubrica? Bene, Lollobrigida ne ha dette e fatte moltissime, senza dubbio vi ricorderete la frase “Da noi i poveri mangiano meglio dei ricchi” oppure “Il piano della sostituzione etnica per dominare il mondo”, insomma il ministro ne mette una dietro l’altra. Una sequela di gaffe incredibili che mettono in ridicolo non solo Giorgia Meloni in quanto sua cognata, ma anche tutta la classe dirigente di maggioranza. Tuttavia la sciocchezza più clamorosa l’ha tirata fuori con la fermata del Frecciarossa.

Per intenderci, Lollo ha fermato un treno in un paese dove i treni si fermano già per fatti loro, una trovata geniale! Cerchiamo però di inquadrare con precisione l’avvenimento. 

Il ministro si trovava sul treno Frecciarossa Torino-Salerno per dirigersi a Caivano in occasione dell’inaugurazione del nuovo parco urbano. Il ministro sarebbe salito sul treno, già in ritardo di 2 ore, a Roma. Stando ai giornali, Lollobrigida, con una veloce chiamata all’amministratore delegato di Trenitalia, avrebbe fatto fermare il treno a Ciampino, facendo così uso di una fermata ad personam. Sottolineo che il treno aveva già impiegato più di un’ora per coprire il tratto Roma-Ciampino. Ma come ha giustificato il suo gesto Lollobrigida? In Aula, il ministro, si è difeso prima con un lungo preambolo sull’evento che lo attendeva a Caivano e poi ripetendo in sostanza la versione già data alla stampa: “Sono certo di aver fatto il mio dovere: la mia presenza ad un’iniziativa come quella di Caivano rappresentava la vicinanza dello Stato in un territorio martoriato dalla criminalità”. E poi ha aggiunto: “Ho ritenuto di chiedere una fermata straordinaria senza la pretesa di un trattamento di favore. Aggiungo che tutti i passeggeri hanno avuto la possibilità di scendere a Ciampino”. Tuttavia, sembrerebbe che dal treno siano scesi solo lui e i membri del suo staff. Anche la moglie, Arianna Meloni, si è espressa sulla vicenda: “Orgogliosa di lui per aver fermato il treno per Caivano. Non l’ho rimproverato” Insomma, come se suo marito, un ministro, andasse rimproverato come un bambino che va all’asilo. Aggiunge inoltre : "Sono stata orgogliosa di lui, ha trovato una soluzione per arrivare a Caivano, lui è andato a lavorare". Infatti, ogni giorno, assistiamo a migliaia di pendolari che al primo ritardo fanno uso di fermate ad hoc come quella del ministro. Io stesso ieri ho fermato un regionale per scendere a Valmontone nonostante non fosse previsto dal programma. Scherzi a parte. Ci sono stati altri vari scontri tra i sostenitori del ministro e l’opposizione. Quello che mi sento di riportare oggi è quello tra l’onorevole Foti (FdI) e l’onorevole Ricciardi (M5S). Inizia l’onorevole Foti dicendo: “Mi sia consentito in conclusione di esprimere tutta la solidarietà morale, politica al ministro Lollobrigida, per questa vergognosa campagna di stampa mediatica e politica fondata sul nulla”. Risponde l’onorevole Ricciardi “Noi, per iniziare, esprimiamo tutta la nostra solidarietà a tutti quei pendolari, a quei lavoratori, a quelle lavoratrici che subiscono i ritardi e non hanno il numero di telefono dei vertici di Trenitalia per fermarsi alla stazione che vogliono”. A quanto pare, all’Onorevole Foti, non sono bastati i moltissimi articoli di giornale e le varie interviste sul caso, visto che comunque afferma che la polemica è basata sul nulla. Speriamo che leggerà questo articolo, così avrà del materiale aggiuntivo da consultare. Ebbene, anche se i treni non arrivano in orario, come da vecchia tradizione politica, la soluzione si trova lo stesso, se sei il cognato della Premier.

GAFFE IN POLITICA: FRATELLI DI TRENITALIA 

Vincenzo Malizia

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